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Dolmen
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top
Il mwdadolmen è una tomba mwdqmegalitica preistorica a camera singola e, insieme al mwdgcromlech (come mwdwStonehenge, in mweaInghilterra) e al mweqmenhir, costituisce il tipo più noto di monumento mwegmegalitico. La realizzazione dei dolmen viene collocata tra la fine del mwewV millennio a.C. e la fine del mwfaIII millennio a.C., anche se nell'mwfqestremo Oriente la costruzione dei dolmen si prolungò fino al mwfgI millennio a.C.
I dolmen sono costituiti da due o più piedritti verticali che sorreggono un architrave, costituito da uno o più lastroni orizzontali. La costruzione era in origine ricoperta, protetta e sostenuta da un mwgatumulo.
La maggior parte dei dolmen, anche con temi architettonici più evoluti, si trova in mwggEuropa, in particolare nel mwgwRegno Unito, in mwhaIrlanda, in mwhqFrancia, a mwhgMalta, in mwhwGermania, in mwiaSpagna, in mwiqPortogallo e in mwigItalia (in mwiwSardegna, mwjaSicilia, mwjqCalabria, mwjgPuglia e mwjwLiguria).
Contents
• Pitture
• Folclore
• Note
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Etimologia
Il termine mwkwdolmen appare nel mwlaXVII secolo nell'ambito della storiografia francese e fu coniato a partire da due parole bretoni:
• mwlwt(d) aol (forse apparentato con il latino mwmatabulum), tavolo;
• mwmgmen, pietra.
Occorre sottolineare, però, che la parola è coniata in violazione delle regole della mwnalingua bretone: se la parola rispettasse la grammatica bretone, infatti, sarebbe da scriversi in maniera differente, come «mwnqtaol-men» o «mwngdaol-ven». Il termine autenticamente bretone che designa il dolmen è «mwnwliah vaen».
Alcuni dizionari etimologici riportano un'etimologia completamente differente, secondo la quale il termine deriva da «mwoqtolmen», parola della mwoglingua cornica che avrebbe designato un cerchio di pietre o una roccia scavata.
Descrizione
Nell'attuale stato di degradazione i dolmen si presentano spesso sotto l'apparenza di semplici tavoli, che per lungo tempo hanno fatto pensare a degli mwpqaltari pagani. Si tratta invece di camere sepolcrali e di gallerie di tumuli (colline artificiali), la cui parte friabile (la colmata costituita da materiali di riporto) è stata erosa nel corso dei secoli.
La loro architettura comporta talvolta un corridoio di accesso che può essere costruito con lastre di pietra o mwpwmuratura a secco. La camera sepolcrale, di forma variabile (rettangolare, poligonale, ovale, circolare, ecc.) è talvolta preceduta da un'anticamera. In alcuni dolmen l'entrata possiede una porta tagliata in una o più lastre verticali.
La morfologia dei dolmen può variare da regione a regione. Nella mwrwLoira atlantica (Francia) sono presenti dei dolmen il cui corridoio centrale permette di accedere a varie camere da una parte all'altra, costituendo uno o due mwsatransetti, con una complicazione notevole del piano di sepoltura.
Finire di tradurre dal francese
Pitture
Alcune osservazioni dettagliate fatte su un dolmen bretone, il tumulo di mwswBarnenez, nel mwtaFinistère, del mwtqV millennio a.C., hanno rivelato la presenza di disegni. Questo dolmen, lungo 75 m e largo 20-25 m, uno dei maggiori della regione, è costituito da 11 camere, di queste la camera H, presenta tracce di decorazione, in aggiunta alle incisioni presenti, con disegni geometrici rossi e neri eseguiti sulle facce interne delle pietre. I pigmenti usati sono miscele di mwtgossidi di mwtwferro, mwuaidrossidi di mwuqmanganese e mwugcarbone proveniente da aree differenti, testimonianti l'importanza culturale di questi dipinti nelle strutture dedicate alla deposizione dei morticite-ref-1[1].
I dolmen erano delle sepolture collettive riutilizzabili. Questo spiega perché, in certi dolmen, si sia potuto scoprire resti umani di molte centinaia di individui e di corredi funerari appartenenti a differenti periodi (mwwaNeolitico, mwwqEneolitico, mwwgetà del bronzo, mwwwdel ferro, o persino periodi più tardi).
Un po' somiglianti alle nostre sepolture gentilizie, i dolmen potevano servire ben più a lungo di quanto si faccia oggi e sicuramente alcune tombe sono state utilizzate per secoli.
Il termine "sepoltura collettiva" non implica necessariamente che si trattasse di una tomba per tutti: vista l'esigua quantità di resti umani rinvenuta in alcuni dolmen di grossa mole (veri e propri monumenti di prestigio) ci si può chiedere se alcuni di essi non fossero riservati a un gruppo privilegiato della comunità.
Quanto al tumulo, esso non aveva solo la funzione di proteggere la camera funeraria ma senza dubbio anche quella di segnalare, forse addirittura di ostentare la sua maestosità: un grande tumulo rivestito e pareggiato, imponeva la sua massa al visitatore e doveva ispirare rispetto per il luogo e conferire sicuro prestigio alla comunità che lo aveva eretto.cite-ref-2[2]
D'altro canto occorre notare che molti ritrovamenti archeologici al loro interno (offerte, altari, gallerie, ecc.) fanno pensare che tali monumenti potessero avere una destinazione e una funzione religiosa. Queste testimonianze dimostrano come già in epoca primitiva si andasse sviluppando non solo la pratica della mwawsepoltura (che risale addirittura all'epoca mwbaneanderthaliana), ma anche quella del riconoscimento del luogo dei morti come uno spazio mwbqsacro, ossia un luogo nel quale si stabiliva una particolare vicinanza con il divino.
Anche quando l'epoca di costruzione dei megaliti in Europa era già trascorsa, sembra che essi siano stati riutilizzati dai mwbwCelti a fini religiosi.
L'attribuzione a Celti e Bretoni
Questo riutilizzo da parte di popolazioni, come i mweaCelti, di molto successive, ha indotto in errore i primi entusiasti ricercatori del mweqXVIII e mwegXIX secolo che furono portati ad attribuire sistematicamente la loro costruzione ai Celti e ai mwewBretoni. A questo proposito c'è chi sostiene che essi sono stati costruiti all'incrocio di mwfglinee di forza telluriche e sarebbero quindi portatori di poteri magnetici collegati ai mwfwdruidi.
Folclore
È una mwggcredenza popolare bretone quella secondo cui i dolmen si aprano nella notte di Natale, rivelando i tesori di cui essi sono i custodi.
Localizzazione
Nel mondo sono stati censiti circa 50.000 dolmen.
Circa 20.000 di essi si trovano in Europa, dove sono molto frequenti in certe regioni della Francia (circa 4.500, disseminati in circa 60 dipartimenti). Si ritrovano anche in mwhgIrlanda, in mwhwGalles (soprattutto i "mwiaportal dolmens"), nel mwiqDevon, in mwigCornovaglia, nel mwiwPortogallo (con gli spettacolari siti dell'alto mwjaAlentejo, vicino alla città di mwjqÉvora), nel Sud della mwjgSpagna (con i notevoli siti di mwjwAntequera, con i dolmen fra i più importanti al mondo), in mwkaBelgio (sito megalitico di Wéris), a mwkgMalta (mwkwtempli megalitici di Malta) nei mwlaPaesi Bassi (54 dolmen), nella mwlqGermania del Nord, in mwlgScandinavia e, in maniera più modesta, in mwlwArmenia e in mwmaCrimea.
In Africa si trovano dolmen nell'mwmgAfrica del Nord e in mwmwEtiopia.
In Asia ne esistono in mwpqCorea (che ospita circa 30.000 dolmen di vario tipo, eretti soprattutto nel mwpgI millennio a.C. con tecniche che si sono evolute nel tempo), in mwpwGiappone (costruiti in epoca più recente), in mwqaIndia e, in misura inferiore, in mwqqSiria.
I dolmen sono assenti nei continenti americano e australiano.
Dolmen italiani
In mwrqItalia i dolmen sono presenti soprattutto in mwrgSardegna (ove condividono la loro presenza con altri mwrwimportanti monumenti megalitici, quali le mwsatombe dei giganti, le muraglie megalitiche, le mwsqcostruzioni nuragiche).
In mwswPuglia se ne contano 23, particolarmente diffusi nelle mwtacampagne salentinecite-ref-3[3], soprattutto tra mwuqMaglie (i dolmen Calamàuri, Grotta, Masseria Nuova, Specchia, Pino, Chianca e Canali) e mwugGiurdignano. Nel mwuwbarese, invece, sono concentrati nel territorio di mwvaBisceglie (Dolmen della Chianca), mwvqCorato (Dolmen Chianca dei Paladini) e mwvgGiovinazzo, nei pressi dei crocevia delle antiche vie di comunicazione con i paesi vicini (mwvwTrani, mwwaRuvo di Puglia, mwwqTerlizzi e mwwgMolfetta), nel brindisino a mwwwCisternino e Montalbano di Fasano (Tavola dei paladini) e nel tarantino a mwxqStatte.
In Sicilia sono maggiormente presenti nell'area sud-orientale dell'isola, a mwxwMonte Bubbonia, nella città di mwyaButera in località Piano della Fiera, a mwyqCava dei Servi (Ragusa), mwygCava Lazzaro (Ragusa), mwywAvola (Siracusa); nella parte occidentale dell'isola se ne trovano due: il primo a Mura Pregne, alle pendici del monte Castellaccio e il secondo a mwzqSciacca, in contrada mwzgfemmina mortacite-ref-4[4].
In mw1aCalabria sono presenti i megaliti di mw1qNardodipace, divisi in due distinti geositi (contrada Sambuco e contrada Ladi) e costituiti da strutture trilitiche.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]
Anche in mw3wLiguria sono stati ritrovati mw4adue dolmen, precisamente uno a mw4qRoccavignale e uno a mw4gBorgio Verezzi, in provincia di mw4wSavona.cite-ref-7[7]
Dolmen in Sardegna
Nel 2009 sono stati documentati nell'isola 215 dolmencite-ref-8[8], tutti ubicati nella sua metà settentrionalecite-ref-9[9]cite-ref-10[10]. Diffusa soprattutto in mw9gGallura durante il mw9wNeolitico, la struttura dolmenica si è poi sviluppata e propagata nell'mw-aEneolitico sino alle prime fasi dell'mw-qetà del bronzo, in concorrenza con altri tipi di sepoltura ipogeica (mw-gdomus de janas). Con l'apparire dell'età del bronzo, si verifica la trasformazione del dolmen, prima in mw-wallée couverte (megaliti e lastra verticale ricoperte da un tumulo di terra e di pietre più piccole, a volte delimitata nella sua circonferenza da uno o più cerchi di pietre, cioè dal cosiddetto mw-aperistalite), poi nelle mw-qtombe dei giganti tipiche dell'età nuragicacite-ref-11[11].
Oltre alla funzione di sepoltura familiare del clan dominante, le strutture dolmeniche sarde sembrerebbero dei veri e propri santuari religiosi dell'epoca preistorica. Tale caratteristica si evince dall'orientamento verso particolari eventi astronomicicite-ref-12[12] e dal fatto che le costruzioni sembrano tutte disposte lungo un tracciato, costituendo così un itinerario percorribile in pellegrinaggio. All'interno del percorso, alcune località sembrerebbero rivestire una particolare importanza religiosa, quali mwaq4Luras (con quattro strutture) e i dintorni di mwaq8Buddusò (con sette).
• Principali dolmen sardi:
• mwarqdolmen di Sa Coveccada (mwaruMores), l'esempio più imponente di dolmen in mwarySardegna, ed è eccezionale anche in ambito mediterraneo; alto 2,70 metri, è costituito da tre grandi lastre, lunghe circa 5 metri, che ne sostengono una quarta, di copertura, di dimensioni ineguagliate in Sardegna: 6 metri di lunghezza, 3 di larghezza, 60 centimetri di spessore, per un peso di circa 27 tonnellatecite-ref-13[13]. Altro elemento di estremo interesse è rappresentato dall'apertura circolare che si apre, a livello del terreno, nella lastra frontale. Tale caratteristica fa del Sa Coveccada un caso unico nei dolmen sardi e prefigura palesemente le analoghe aperture che saranno praticate nella facciata delle più tarde mwarstombe dei giganti (età del bronzo).
• dolmen di Su Edrosu (mwar0Macomer); orientato a sud-est, la sepoltura (lunghezza 8 m) conserva, appena leggibile sul fondo, la camera funeraria (2,20 x 1,75mwar4 m) con pareti a filari e lastra di testata (1,35 x 1,05 x 0,41mwar8 m) affiancata da due blocchi di trachite.
• Dolmen di Monte Maone (mwasiBenetutti); si può definire un dolmen a formula mista, costituito in parte da una grotticella scavata nella roccia naturale, sul modello delle domus de janas, completato sui fianchi e in alzato da muratura e coperto da un unico lastrone. Il monumento (3,5 x 1,3mwasm m) comprende un'anticella di pianta trapezoidale orientata a sud, e una camera rettangolare in pianta (1,3 x 1,75 x 1,90mwasq m) oggi ricolma di terracite-ref-14[14].
• dolmen di Su Laccu (mwasoBuddusò); costituito da due lastroni infissi lateralmente, che sfruttano, nel piano di appoggio, la roccia madre affiorante; quello di sinistra misura 0,90mwass m di altezza e 2,45mwasw m di lunghezza; quello di destra 0,95 x 1,55mwas0 m. Causa la differenza di altezza, il lastrone di copertura è in posizione leggermente obliqua e misura 2,30mwas4 m di lunghezza e 1,10mwas8 m di larghezza.
• dolmen di Sos Monimentos (mwateBuddusò); è a pianta circolare, con una camera di 1,80 x 1,00mwati m, circondata da un muretto a secco di granito. All'imboccatura della struttura sorgono due piastrini di forma rettangolare alti circa 0,60mwatm m. Su tali piastrini poggia la lastra di copertura approssimativamente circolare, di 2,50 x 2,25mwatq mcite-ref-15[15].
• dolmen Santa Caterina (mwatoBerchidda); dolmen semplice, circondato da grandi massi granitici. La parete destra è formata da due massi irregolari infissi a terra a coltello. La lastra che funge da copertura ha una forma pentagonale ed è poggiato su tutti e tre i lati.
• mwauudolmen di Ladas (mwauyLuras); è datato approssimativamente al 3200 a.C., in base al rinvenimento di alcuni frammenti ceramici senza particolari decorazioni. È costituito da una grande galleria coperta che misura 6 metri di lunghezza e 2,20 di altezza, coperta da due grandi lastroni e dotata di un'abside posteriore. La cella è divisa in due parti da un lastrone trasversale. La pietra di copertura posterioremwauc – il secondo più grande esempio nell'isola - ha una superficie di circa 15mwaug m² e misura ai lati 4,80 x 3,42mwauk m, con uno spessore di 45mwauo cm; apparentemente è stata lavorata e levigata nella parte inferiore. L'ingresso è alto 1,20mwaus m e largo 2,30mwauw mcite-ref-cartellididattici-16-0[16]. Le pareti sono formate da lastre ortostatiche (in posizione verticale) abbastanza regolari, affiancate da massi piatti disposti in posizione obliqua.
• mwavidolmen di Ciuledda (Luras); ha pianta di forma semicircolare. È simile come tecnica costruttiva a quello di Ladas, ma in scala ridotta. Ha il vano sepolcrale a semicerchio e l'ingresso orientato a sud-est, la lastra superiore misura 3,42 x 2,35mwavm m, l'altezza totale del monumento è circa 90mwavq cmcite-ref-cartellididattici-16-1[16]. Nel dolmen di Ciuledda, come nel Ladas, sono stati trovati frammenti ceramici, senza decorazioni particolari, che permettono una datazione approssimativa al mwavkIII millennio a.C..
• mwavsdolmen di Alzoledda (Luras); è una struttura tombale di tipo semplice, di forma rettangolare con ingresso rivolto verso est e camera trapezoidale. È genericamente riferito alla mwavwcultura di Ozieri (3500-2700 a.C.). Le pareti laterali sono costituite entrambe da una lastra ortostatica sormontata da alcune pietre di rincalzo, mentre la parete di fondo è formata da un unico ortostato piatto quadrangolare che sporge dalle pareti per quasi mezzo metro. Ha una lunghezza di 2,65mwav0 m, una larghezza di 2,20mwav4 m e un'altezza di 1,65mwav8 mcite-ref-cartellididattici-16-2[16].
• mwawudolmen di Billella (Luras); è anch'esso genericamente riferito alla cultura di Ozieri (3500-2700 a.C.). Presenta pianta rettangolare e ingresso rivolto a nord-est. La parete di destra è costituita da un lastrone ortostatico rettangolare, quella di sinistra da due massi, parzialmente lavorati, poggianti sulla roccia naturale. Uno di questi è stato adattato artificialmente per l'inserimento del lastrone di copertura che è appiattito nella superficie inferiore e lasciato al naturale in quella superiore. Per tale caratteristica il dolmen è insolito e quasi senza confronti. Ha una lunghezza di 2,50mwawy m, una larghezza di 1,40mwawc m e un'altezza di 0,80mwawg mcite-ref-cartellididattici-16-3[16].
Dolmen nel Barese
• Territorio di mwaxeBisceglie:
• mwaxqDolmen della Chianca (noto anche come "dolmen di Bisceglie"), il più noto. Il termine mwaxuchianca si riferisce al lastrone in pietra che fa da copertura. Esso si trova non lontano dal confine con il territorio di Ruvo.cite-ref-17[17]
• mwaxsDolmen Frisari, distante in linea d'aria circa 400 m dal precedente. Prende il nome dal proprietario del terreno. Si trova sulla sponda sinistra della "lama dell'Aglio", presso il confine con gli attuali territori di Molfetta e Ruvo di Puglia, non molto distante dalla torre Navarrino di Molfetta.
• mwax4Dolmen di Albarosa, sulla direttrice Bisceglie-mwax8Corato.
• Territorio di mwayeGiovinazzo:
• mwayqDolmen di San Silvestro, sulla provinciale per mwayuTerlizzi.
Nel territorio di Corato, poi, non lontano dal confine con Bisceglie, si conserva il "dolmen dei Paladini", mentre a Giovinazzo si trova il Dolmen di "san Silvestro". Quest'ultimo dolmen, in base alla datazione dei resti umani rinvenuti, può essere collocato nell'età del bronzo, in un arco di tempo che va dal 1500 al 1200 a.C., anche se alcuni archeologi lo ritengono più antico e costruito sullo stesso sito, già frequentato in età neolitica. La particolarità del Dolmen di Giovinazzo è data dal fatto che è disposto, a differenza di altri, con l'ingresso che guarda levante, mentre la cella sepolcrale è rivolta a ponente.
Dolmen in Sicilia
In mwayoSicilia i dolmen sono per lo più presenti nella parte orientale dell'isola: a mwaysMonte Bubbonia, una collina nei dintorni di mwaywMazzarino; a mway0Butera, in località mway4Piano Fiera; a "mway8Cava dei Servi" (mwazaRagusa); a "mwazeCava Lazzaro" (mwaziRosolini) e ad mwazmAvola (mwazqSR)cite-ref-18[18].
mwaaaMonte Bubbonia è una collina a nord di mwaaeGela. Il monumento si trova in basso a una strada sterrata che percorre il fianco orientale del monte e sale verso l'acropoli greca. Ricavato da sfaldature colossali della roccia, questo dolmen ha una forma rettangolare. La piastra calcarea che funge da copertura (incassata posteriormente al rialzamento naturale del terreno), poggia su due monoliti che corrono paralleli tra di loro e determinano una mwaaicamera di circa mwaam2,60 m². L'ingresso è rivolto a nord-est, come gli altri dolmen siciliani. Si tratta, senz'altro, di una tomba, anche se di dimensioni ridotte (se ne trovano anche in Sardegna e Puglia), con l'estremità posteriore poggiata al declivio del colle per facilitarne la tumulazione, com'era consuetudine per questo genere di architettura il cui ricoprimento con terra e pietrame è riscontrabile ovunque si sia manifestata.
A mwaasmwaawButera (mwaa0CL), nel quartiere di mwaa4Piano della fiera, luogo in cui è stata rinvenuta una necropoli preistorica, si può ammirare una mwaa8cista dolmenica (monumentino di forma cubica) simile a quelle ritrovate in Sardegna risalenti all'età del rame (2500 a.C. circa). L'insolita architettura, riutilizzata in periodo greco, richiama a pratiche cultuali miste, mwabasicane e mwabegreche insieme, che consistevano nella collocazione di vasi contenenti resti umani (mwabienchitrysmós) all'interno di queste preistoriche camerette.
Alla sorgente del fiume mwab8Tellesimo, nella regione montuosa degli Iblei ragusani, esiste una cava chiamata mwacacava dei Servi in cui si conserva una costruzione di forma ellittica, costituita da quattro piastre rettangolari, infisse nel terreno, sulle quali se ne dispongono altre tre, inclinate quanto basta per ridurre la superficie di copertura e formare una falsa-cupola. All'interno della camera, una grande lastra calcarea fratturata in quattro punti costituiva il tetto dell'edificio, rovinato al suolo a causa del progressivo scivolamento della struttura. La disposizione delle pietre dava forma a una costruzione di circa mwace3,00 m², realizzata sul declivio del colle per facilitarne l'interramento. Grazie al rinvenimento di numerosi frammenti ossei umani (che rappresentano gli unici indizi organici ritrovati all'interno di un dolmen mediterraneo) e qualche scheggia di ceramica risalente al periodo del mwacibronzo antico (2100 a.C.), si è in grado di stabilirne funzione e cronologia. I resti anatomici confermano la natura sepolcrale del manufatto. La sua presenza accanto a una necropoli rupestre fa pensare che si è di fronte a elaborazioni architettoniche a sé stanti, del tutto originali.
Nella porzione meridionale dell'altopiano ibleo si apre un'altra cava, chiamata "mwacqcava Lazzaro". In una delle sue terrazze naturali, qualche anno fa, sono stati rinvenuti due grossi blocchi di pietra disposti ad angolo convesso che dovevano formare una costruzione semicircolare.
I due macigni, sbozzati con la mazza, poggiano sul suolo calcareo. La parte posteriore è accostata al dislivello del terreno, per facilitare l'interramento dell'intera costruzione. Un taglio obliquo percorre la superficie superiore di ambedue i massi. Questa sagomatura della pietra, ripetuta probabilmente anche sulle altre scomparse, fa pensare alla sovrapposizione di una sequenza ordinata di lastre che, disponendosi in maniera obliqua, avrebbero ristretto la superficie di copertura in modo da generare una falsa cupola. La dimensione della cella doveva essere di circa mwacs4,00 m². Ancora disposti in cerchio, si notano i frammenti di quella che avrebbe potuto essere un edificio funerario. Intorno ai due monoliti è ancora visibile un circolo di pietre che ricorda una caratteristica comune a molti dolmen atlantici e mediterranei (Paesi Bassi, Spagna, Corsica, Sardegna, Puglia e Malta). Questo tipo di costruzione, già vista a Cava dei Servi, si rifà all'opera di uno stesso popolo sparso per tutto l'altopiano ibleo, convivente con un'altra razza che elaborava e utilizzava le tombe scavate nella roccia.
mwac0mwac4Avola è un grosso centro rivierasco del mwac8Siracusano che custodisce un edificio composto da un'enorme "tavola calcarea", di spessore variabile, poggiante su due piedritti. La tavola misura otto metri di lunghezza e cinque metri e mezzo di larghezza. Sulla superficie della lastra si notano dieci piccole buche rettangolari ricavate nella parte più spessa del calcare e diversamente orientate per non indebolire la consistenza del piano: si tratta di tombe di bambini. Al di sotto della piattaforma si apre un antro di 30mwada m² circa, aperto su due lati (nord-ovest e nord-est) e alto poco più di un metro e mezzo. La forma è stata conformata artificialmente, facendole assumere l'aspetto odierno. Le tracce degli interventi umani sono visibili nel contorno dei pilastri, ricavati dalle pareti laterali della grotta, e nella parte superiore della volta, ripulita dai materiali arenitico-sabbiosi sottostanti.
Nella parte occidentale della Sicilia si conoscono solo due dolmen: a Mura Pregne, sul versante nord-orientale di mwadmMonte San Mauro, tra i comuni di mwadqTermini Imerese e quello di mwaduSciara, nel mwadyPalermitano, e a mwadcSciacca, in contrada "San Giorgio".
Il dolmen di mwadkMura Pregne ricade in un'area di grande interesse archeologico. Ha pianta rettangolare, del tipo "a corridoio", formato da quattro grossi blocchi (due per lato) perfettamente sbozzati e infissi nel terreno, sui quali è posto un lastrone di copertura. Una seconda lastra gli si adagia accanto in posizione obliqua e un terzo, che avrebbe concluso il tetto, potrebbe essere quello giacente davanti al suo ingresso. La costruzione raggiungeva i tre metri di lunghezza.
Il dolmen di mwadsSciacca, prossimo alla Statale 115, è situato a oriente del fondo di "Femmina Morta". Venne scoperto nel 1930 tra un gruppo di massi di tufo conchigliare ed è ritenuto una sepoltura. Tutt'intorno sono stati rinvenuti frammenti ceramici risalenti al bronzo antico. Nei pressi della struttura si trovano altri massi con incisioni che fanno pensare a un piccolo sacello o a un pozzetto di raccolta.
Dolmen in Liguria
A mwad4Roccavignale è stato ritrovato un dolmen in frazione Valzemola, località Chiare. Si tratta di una costruzione a pianta rettangolare realizzata da grandi prismi di ortogneiss (presumibilmente estratti dalla rocca del mwad8Castello di Roccavignale). La struttura è chiusa da un grande masso a S, mentre le pareti laterali sono costituite da quattro grandi massi verticali sui quali poggiano, a guisa di tetto, tre grandi lastroni affiancati. Nel vano interno sono riconoscibili i resti di un pavimento costituito da grossi elementi litoidi. L'altezza è di 1 metro e 25, mentre la stanza interna ha un lato di 1 metro e 70 e l'altro di 1 metro e 40. In passato fu utilizzato dai contadini come deposito, con la realizzazione di alcune modifiche, che nel tempo sono state però eliminate. Attualmente il dolmen è ben conservato in area boschiva. Un altro dolmen (o, si è ipotizzato, altare votivo) in buono stato di conservazione, costituito da due lastre verticali e da una orizzontale che misurano circa 2,10 x 1,90mwaea m per un'altezza di poco più di 1 metro, si trova nell'area boschiva della collina che sovrasta mwaeeVerezzi, nel comune di mwaeiBorgio Verezzi, in mwaemprovincia di Savona.
Dolmen in Portogallo
• mwaecDolmen di Carapito I. Si trova nel territorio della mwaegfreguesia di mwaekCarapito, nel comune di mwaeoAguiar da Beira nel mwaesdistretto di Guarda della regione di mwaewBeira Alta, in mwae0Portogallo.
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Note
cite-note-11. ↑ Luc Allemand, mwapgDes peintures dans un dolmen breton, La Recherce, avril 2015, n. 498
cite-note-22. ↑ Una simile sensazione può essere vissuta al giorno d'oggi percorrendo la pianura della mwapwMacedonia presso mwap0Verghina e osservando i tumuli che vi si ergono, alcuni ancora intatti e non scavati. Ovviamente si tratta di realizzazioni che risalgono a un'epoca (storica e non preistorica) a noi molto più vicina: ricoprono infatti le sepolture a camera dell'epoca di mwap4Filippo II e mwap8Alessandro Magno.
cite-note-33. ↑ I dolmen sono presenti nel mwaqmSalento a mwaqqGiurdignano, dove se ne contano sei, a mwaquMinervino di Lecce, a mwaqyCocumola, a mwaqcGiuggianello, a mwaqgMelendugno, a mwaqkMaglie, a mwaqoCorigliano d'Otranto, a mwaqsRacale e a mwaqwSalve.
cite-note-44. ↑ Salvatore Piccolo, mwaraAntiche Pietre. La cultura dei dolmen nella Preistoria della Sicilia sud-orientale, Morrone ed., Siracusa 2007.
cite-note-55. ↑ mwarqmwarumwaryMEMORIE – MEGALITI DI NARDODIPACE (VV), VIAGGIO TRA LE PRESCRITTURE, LE ROTTE DEL MARE ED I SEGNI DEL CIELO - Strill.it, su mwarcstrill.it.
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cite-note-cartellididattici-1616. ↑ Dimensioni risultanti dai cartelli didattici mwavoin situ.
cite-note-1717. ↑ Nei suoi pressi si trova anche l'edicola votiva eretta in memoria del passaggio del carro che trasportava le spoglie di uno dei tre santi patroni di Bisceglie.
cite-note-1818. ↑ Salvatore Piccolo, mwaweop. cit.
Voci correlate
• mwawuMenhir
• mwawcCromlech
• mwawkBetilo
• mwawsSardegna prenuragica
• mwaw0Megalito
• mwaw8Lastra di pietra
• mwaxeDolmen de Valltorta
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com-topic-hunebed(EN) hunebed, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbritannica-com-topic-dolmen(EN) Vicki Cummings, dolmen, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaxgMuseo dei dolmen, su museodeidolmen.it.
• mwaxoMenhir, dolmen e specchie nel Salento, su summermagazine.it.
• mwaxwDólmenes y megalitos de todo el mundo, su dolmenes.blogspot.com.
• mwax4Piccolo, Salvatore, "Dolmen" - World History Encyclopedia (EN)., su worldhistory.org.